
So che siamo solo a Gennaio e, per quanto ami leggere e, soprattutto, fare analitiche classifiche, è prematuro stilare una lista delle pubblicità più irritanti e fastidiose dell’anno, ma, di fronte all’ultima campagna della Diesel, non posso che inchinarmi davanti a quella che senza dubbio vincerà il premio di “Peggior Pubblicità del 2010”. Lo dico con una certa sicurezza datami anche da un’empirica certezza che Diesel non riuscirà mai a proporre una pubblicità intelligente visto che ha avuto l’onore di aggiudicarsi questo personalissimo premio anche nel 2009 quando, proprio sullo scadere dell’anno, ha lanciato una massiccia campagna marketing che ritraeva due ragazzi con maglia di flanella e capelli unti sorpresi nel mentre di una volgarissima fellatio. Pubblicità che per altro mi aveva fatto realizzare quanto odi chi, di fronte alla macchina fotografica, finge l’espressione dello stupito. Posa che purtroppo è sempre più in voga e che, personalmente, considero una delle tante espressioni dell’apatia cerebrale che caratterizza il contemporaneo dove la capacità di stupirsi, azione che ritengo fondamentale per il vivere straordinario, sembra essere sempre più rara. Ma ancora peggiore trovo la volontà di farsi portavoce di una filosofia che inneggia alla stupidità fine a se stessa. Un messaggio assolutamente dannoso rivolto ad un pubblico che oggi avrebbe invece bisogno di stimoli opposti. Stimoli positivi e costruttivi che invitano ad avere coscienza nel futuro, credere in se stessi e nelle proprie potenzialità. Una pubblicità che per altro non colpisce neanche per originalità perché sulla stupidità da sempre c’è chi marcia, il successo di trasmissioni come Jackass ne sono la riprova, eppure Diesel la ostenta con orgoglio e ci impone di averci a che fare ovunque. Sui mezzi pubblici, sulle riviste, sui palazzi, tra le vie della città, in televisione, sui siti internet, nei locali e nei cinema. L’arroganza di questa campagna è riuscita a farmi sorvolare addirittura sulla patetica slavina di poster politici per le prossime elezioni regionali. E ancora mi interrogo sul senso della provocazione e della sua vertiginosa e pericolosa degenerazione. “Sii stupido” è di per sé uno dei peggiori messaggi che si possano trasmettere oggi. L’unica cosa che trovo ancora più dannosa della stupidità è la stupidità unita all’arroganza. E, incredibile ma vero, in una sola pubblicità la Diesel è riuscita a riassumere tutto quello che più temo per il futuro senza neanche avere le palle per essere quello che vorrebbero apparire. Risultando così una versione edulcorata e patinata di movimenti realmente stupidi ma potenti come il punk e l’hard rock. Un conto è Jhonny Rotten che inneggia alla superficialità con “Pretty Vacant” o Bon Scott che urla di aver palle in “Big Balls”, diverso è una pubblicità su un maxi schermo in Corso Como a Milano che invita legalmente ad essere stupidi. It’s a long way to the top if you want to Rock and Roll.
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