generation riot

Generation Riot
Introduzione al catalogo della mostra “20E20″ edito da SKIRA.

I simboli sono più reali delle cose che
rappresentano, il significante
precede e determina il significato.
Claude Lévi-Strauss

Bros è un g-riot* dell’immaginario collettivo. Racconta storie. Si fa ambasciatore di brandelli di un simbolismo perduto. Affabula e colpisce. Nel regime del sovraccarico mediatico dove l’immaginario si infrange e si ricompone tra le frange di una comunicazione sempre più caotica e frastagliata, Bros riporta l’arte alla sua funzione primordiale di mezzo di comunicazione per la massa in assoluta contro-tendenza con il minimalismo e il concettualismo contemporaneo. Le sue tele sono frammenti di un patchwork dove il peso della storia e della memoria collettiva viene alleggerito da un simbolismo essenziale. Le sue opere in strada sono la sintesi di un’urgenza interpretativa propria della liquidità del contemporaneo che soffoca e non lascia spazio. In questa direzione Bros rappresenta a pieno il nostro canone di artista tanto da spingerci a produrre questa mostra. Un artista completo che crede a tal punto nella propria arte da farla vibrare nelle strade e portarla a tutti. Perché tutti hanno il diritto di viverla. Dal gallerista annoiato da un mercato auto-referenziale ormai fatto solo di concettuali monotonie, alla casalinga di Voghera che inciampa nei suoi muri quando il sabato va a far la spesa. Perché la sua vera arte è il saper tirar di scherma meglio di chiunque altro. Bros colpisce al momento giusto. Reinterpreta il mondo che lo circonda con un linguaggio universale fatto di simboli e colori. Cibo per gli occhi che semina tra le vie facendo crescere fiori dove chiunque vede solo palazzi. Bros è un comunicatore sottile e irriverente. Ironico e strafottente. Difficilmente classificabile in una corrente artistica. Ho sempre ritenuto la street art più un canale d’ espressione che un vero e proprio movimento artistico. Street artist è colui che sceglie la strada come mezzo per diffondere la propria arte e farla fruire ad un pubblico molto più ampio di quello che si può raggiungere con uno spazio espositivo istituzionale. Ivan è prima di tutto un poeta che sceglie la strada come pagina bianca per le sue poesie così come l’artista francese Jr è prima di tutto un fotografo che sceglie i muri come proprio spazio espositivo. Così Bros è prima di tutto un ottimo pittore capace di sintetizzare gli eventi che hanno caratterizzato la storia del mondo in tratti semplici e universalmente comprensibili. Il suo è un simbolismo pop chiaro e diretto. Nelle sue tele Bros sembra prendersi la rivincita da tutta la velocità cui lo costringe il dipingere in strada. La mitologia riaffiora tra le linee spesse dei suoi contorni neri, nel dettaglio di ogni particolare e nei colori prodotti apposta per ogni singola opera. Come in un film di David Lynch, incastrato nell’iperbolico effetto del mondo teatro, Bros si muove in equilibrio tra l’immaginario e il mito. Tra l’ordine delle tele e il caos della strada. Tra la storia e i luoghi comuni che la costruiscono creando immagini attraverso simboli al di la di tutte le relatività culturali. Ma anche no.

* = Griot nella doppia accezione di poeta e cantore africano e di generation riot secondo il neologismo da noi coniato per indicare una forma d’arte che trascende i luoghi istituzionali di fruizione artistica e culturale.